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Brevi
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Scritto da michael scofield
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Martedì 01 Marzo 2011 13:18 |
 Il Presidente Silvio Berlusconi, dopo le dichiarazioni a proposito del match Milan-Napoli, da considerare alla stregua di un Nord contro Sud, è tornato a far parlare di sè con il famoso riferimento ai cosiddetti direttori di gara "Comunisti". Per colpa di questi la sua squadra avrebbe negli ultimi anni perso due scudetti, che avrebbero potuto ulteriormente riempire la bacheca rossonera: parole che inevitabilmente hanno suscitato l'ilarità dei tifosi e degli amanti del calcio, che sinceramente pensano che la squadra rossonera come le big del nostro campionato, di tutto possano lamentarsi fuorchè di una certa mancanza di sudditanza psicologica. "Il Milan - ha dichiarato il Presidente del Consiglio- è stato sempre penalizzato dagli arbitri comunisti che ci hanno tolto due scudetti. Questo club durante la mia gestione avrebbe potuto vincere ancora di più".
Il fatto quotidiano: "Con una parentesi sulle sue più grandi "passioni", il Milan e i comunisti. Così Berlusconi si è lasciato andare ad uno sfogo: il Milan - ha spiegato tra il serio e il faceto il premier - è stato sempre penalizzato dagli arbitri comunisti che ci hanno tolto due scudetti. Il premier si riferiva probabilmente ad uno scudetto vinto dal Napoli alla fine degli anni 80 (stagione 89-90), dopo uno zero-due a tavolino per una monetina che colpì Alemao. Allora c'erano ancora in campo Gullit, Van Basten, Careca. I grandi del calcio. E i comunisti esistevano per davvero, ma probabilmente avevano cose più serie di cui occuparsi. Ad essere pignoli, poi, ad arbitrare la contestatissima sconfitta con il Verona (2 a 1, tre espulsi nel Milan, due rigori negati) che regalò la testa del campionato al Napoli, fu Rosario Lo Bello, figlio del più famoso Concetto, a sua volta arbitro e poi deputato per quattro legislature. Ma non nel Pci, bensì nella Democrazia Cristiana". Fonte:Net1News-Il fatto quotidiano
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