
Insieme a Quagliarella, l’argentino è una delle note più positive del nuovo Napoli di Donadoni.
Con la maglia azzurra Campagnaro spera di coronare il suo sogno più grande: la Nazionale argentina.Tra il boom di Quagliarella e il naso storto per una squadra incompleta c’è lui: Hugo Campagnaro.
Ha fatto in fretta il “Toro” a diventare un beniamino del San Paolo. Grinta, maglia sudata e scorribande imperiose palla al piede: la ricetta giusta per conquistare i tifosi napoletani. Quelli più romantici, magari esagerando, lo hanno già paragonato a Krol, di cui rivedono le movenze quando il ragazzo con il 14 sulle spalle va in progressione ad appoggiare la manovra d’attacco.
Del resto ci sarà pure un motivo se Cassano a Genova lo rimpiange già. O se ha conquistato quel vecchio volpone di Luciano Moggi, uno che aldilà di tutto quando si tratta di calciatori l’occhio lungo ce l’ha eccome.
E delle qualità di Hugo Campagnaro da Cordoba ne sa qualcosa anche Lavezzi. Spauracchio di ogni difensore di Serie A, scheggia impazzita da abbattere prima che sia troppo tardi, nel freddo pomeriggio genovese di Samp-Napoli di due anni fa il Pocho fu annullato senza troppi patemi dal connazionale in maglia blucerchiata. Per la serie “Meglio con te che contro di te”.
Oggi la casa di Hugo Campagnaro si chiama Napoli, felice trampolino di lancio per tanti argentini. All’ombra del Vesuvio sogna il salto più grande della carriera: la maglia dell’Argentina. La nazionale è un desiderio solo sussurrato, ma al tempo stesso da conquistare con il cuore e l’anima. Hugo lo sa e ci spera, la palla ora passa a Maradona.