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NAPOLI, 22 settembre - A volte basta poco - tre partite, undici giorni - per cambiare la vita, rimodellarla e rinfrescarla, rinnovarla e migliorarla, arricchirla e rasserenarla. Inter, Siena e Roma: poteva andare meglio, certo, però gli uomini emergono dalle difficoltà e Donadoni questo ha chiesto, resistere e poi reagire e infine rialzarsi, attraversando a petto in fuori quest'aria di crisetta da un punto a partita, una media che non scalda ma che non raggela, però preoccupa.
La riscossa in tre mosse comincia a San Siro, sull'erba del nemico più verde del campionato, ripartendo dall'ottimismo raccattato nello 0- 0 con l'Udinese: « Io, come allenatore, sono soddisfatto. Questo risultato non mi inquieta e dopo una prestazione del genere un allenatore può sentirsi tranquillo » .
PERCORSO - Una vittoria, un pareggio e due ( amare, discutibili, immeritate) sconfitte allungano la striscia dell'anno scorso, undici punti in altrettante gare, e inducono a leggere tra le pieghe del futuro, animandolo dal sacro furore richiesto al Napoli per riconquistare autostima in tempi rapidissimi, partendo dall'Inter, passando per il Siena, approdando alla Roma, percorso obbligato per arrivare alla scadenza annunciata da De Laurentiis in tempi non sospetti e senza lo stress da risultato ad ogni costo: « Le prime sette gare del campionato saranno quelle che ci daranno la capacità di capire la personalità e la forza della nostra squadra. Alla fine di questo mini ciclo faremo un bilancio approfondito, propedeutico alla continua crescita del club » .
Corriere dello Sport
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