Denis lotta per trovare spazio PDF Stampa E-mail
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News Napoli
Scritto da sasaform   
Lunedì 12 Ottobre 2009 17:12
CASTELVOLTURNO (CASERTA), 11 ottobre - Gli è basta­to sapere che con Mazzarri sono esplosi tanti attaccanti, da Lucarelli a Bonazzoli, da Bian­chi a Pazzini, da Amoruso a Cassano, per ri­trovare il sorriso. «Vuoi vedere che ora usci­rà un po' di spazio anche per me?» . German Denis, l’argenti­no, che per un periodo era entra­to anche nel mirino di Marado­na, ha ripreso a sperare. L’arri­vo di Mazzarri gli ha restituito perlomeno l’entusiasmo per con­tinuare ad allenarsi e lottare per una maglia. Negli ultimi tempi, Denis si sentiva un corpo estra­neo nello spogliatoio. Impiegato con il contagocce da Donadoni, se non relegato in panchina. Contro il Genoa era scivolato ad­dirittura in tribuna insieme con Santacroce masticando amaro quando si trattava di recuperare il risultato. Solo tre presenze in sette gare, giocando poco più di mezzora complessive ( 33'). Eppure il «Tan­que» ce l’aveva messa tutta per farsi notare: impegno costante in allenamento, una dieta ferrea, un comportamento irreprensibile. Niente da fare, neanche in Coppa Italia ave­va avuto la soddisfazione di provare da titola­re. E nella sua testa s’era insinuato un dub­bio: «Vuoi vedere che perdo un altro anno? Non è bastato segnare otto gol lo scorso cam­pionato pur giocando a spezzoni?» .

FORZA D’ANIMO - Reja gli aveva preferito Za­layeta, idem Donadoni quando era subentra­to nel finale dello scorso torneo. E con l’arri­vo di Quagliarella, poi, si era rassegnato al ruolo di scorta, non prevedendo il modulo prescelto la presenza contemporanea di un al­tra punta. Eppure Denis sperava di avere qualche chance, magari a gara in corso, quan­do c’era bisogno di fisicità in attacco, di un giocatore di peso per liberare Lavezzi e Qua­gliarella da marcature asfissianti. Macchè. Solo una manciata di minuti a Palermo, un’apparizione contro l’Inter, gli ultimissimi minuti all’Olimpico con la Roma. Ma Denis non si è mai avvilito. Ha conti­nuato ad allenarsi e ad aspettare in silenzio il suo momento. Si è legato al Napoli fin dal giorno del suo arrivo. E con lui la sua famiglia che in città si trova be­ne e dove hanno voluto che na­scesse un mese fa il piccolo Giu­lian. Il «Tanque» , devotissimo alla Madonna di Pompei, ha scommesso con se stesso di vo­ler far ricredere i tanti scettici. «Se me ne daranno l’opportuni­tà, dimostrerò che so far gol an­che in Italia» , ha sempre ripetu­to.

Corriere dello sport
 

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