 Li ha avvisati martedì pomeriggio, mentre sul videotape di Castelvolturno scorrevano le immagini dell'ultima partita della Lazio. Mazzarri ha chiesto ai giocatori di non dare troppo peso alla classifica, al quint'ultimo posto dei biancazzurri, attesi già oggi a Napoli con l'allenatore Ballardini che al San Paolo si gioca la panchina. «Loro hanno qualità, attenzione».
E via con approfondimenti tattici in attesa del rientro dei nazionali. Ieri si è rivisto Hamsik, reduce dalle amichevoli giocate con la Slovacchia sabato e martedì, contro Stati Uniti (gol su rigore) e Cile. Ha fatto come Lavezzi: niente riposo, è tornato subito in campo per allenarsi. La formazione Mazzarri scioglierà gli ultimi dubbi domani dopo aver ritrovato gli altri nazionali. Per la sostituzione di Aronica, squalificato, è candidato Zuniga anche se ieri pomeriggio il tecnico, prima di far chiudere le porte di Castelvolturno, ha provato l'alternativa Datolo. Si è rivisto Santacroce, schierato come centrale destro, però quel ruolo dovrebbe toccare a Campagnaro, che ha smaltito i problemi fisici che lo hanno condizionato finora.
D'accordo con il dottor De Nicola, dopo la partita con la Juve Mazzarri aveva deciso di far svolgere un ciclo di lavoro differenziato all'argentino affinché riuscisse a reggere i 90 minuti e non chiedesse la sostituzione, com'è accaduto contro Bologna, Milan e Juve. Peraltro, l'ex difensore della Samp ha accusato una serie di infortuni. La serie Mazzarri ha conquistato 11 punti in cinque giornate con le rimonte su Bologna, Milan e Juve. Vuole allungare la serie. Da tredici anni il Napoli non realizza in serie A una striscia di sei partite senza sconfitte.
Certo, le apparizioni ai massimi livelli non sono tante dalla stagione 1996-1997 in poi a causa dei problemi tecnici e finanziari del club prima dell'avvento di De Laurentiis. L'ultimo brillante ciclo risale al campionato cominciato con Gigi Simoni. Dalla settima alla dodicesima giornata tre vittorie e tre pareggi, utili per spingere il Napoli del tandem d'attacco Caccia-Aglietti in zona Europa. Quella squadra -costruita senza grandi investimenti e pretese, eppure pratica e brillante per un lungo periodo- riuscì a superare l'Inter nella semifinale di coppa Italia e a conquistare l'accesso alla sfida decisiva per l'assegnazione del trofeo, perso nel confronto con il Vicenza.
Simoni non visse la finale da protagonista perché Ferlaino, patron della società, lo esonerò dopo aver saputo che aveva raggiunto l'accordo con Moratti per guidare l'Inter. Neanche Reja è riuscito ad arrivare a sei risultati utili consecutivi, pur avendo portato il Napoli nell'Intertoto nella stagione 2007-2008 e avendo raggiunto il secondo posto all'inizio dello scorso campionato, prima di una flessione clamorosa e inspiegabile.
De Laurentiis si era augurato di dare la svolta con Donadoni, assunto al posto di Eddy dopo la vittoria conquistata dalla Lazio al San Paolo l'8 marzo scorso, invece ha dovuto aspettare sette mesi e l'arrivo di Mazzarri per vedere sorrisi, gioco e risultati. «Attenzione, questa Lazio ha qualità», è stato l'avvertimento del tecnico, che domenica potrà contare sulla spinta di 55mila tifosi (raggiunta quota 20mila biglietti, da oggi in vendita a prezzi leggermente più elevati, dai 70 ai 20 euro): Napoli vuole un'altra festa.
Fonte:ilmattino.it
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