
Un gol quasi fatto: porta vuota, gran botta, il difensore avversario che salva sulla linea. Si dispera Fabio
Quagliarella. Impreca contro se stesso, questa volta. Si chiede ripetutamente: ma a chi ho fatto del male, cosa mi sta succedendo qui a Napoli? E non sa ancora che avrà modo di farla esplodere quella rabbia. Di violare finalmente la porta del Bari prima con un'incornata di testa, poi con una perla autentica che si va ad infilare nell'angolino dove Gillet non può mai arrivare. Non sa ancora,
Quagliarella, che diventerà l'eroe di giornata.
Il goleador di un
San Paolo in festa per il suo cinquantesimo compleanno. E al minuto ottantotto di una partita che si avviava verso il quarto pareggio consecutivo, quella rabbia finalmente esplode. Con Fabio
Quagliarella imprendibile corridore verso la curva: una maglietta da sfilare, l'ammonizione puntuale e la gioia. Quella vera di un bomber rinato. «Che liberazione», dice d'impeto a fine gara. Lo sguardo perso nell'applauso forte del pubblico del
San Paolo, il ringraziamento ai compagni, alla società. «Mi hanno sempre sostenuto, mi hanno incoraggiato.
Anche i tifosi sono stati sempre molto affettuosi durante questi mesi un po' difficili. Li incontravo per strada, mi incitavano ad andare avanti. Mi riconoscevano stima. Sono felicissimo. Anche questa volta la palla sembrava non volere entrare mai, quel gol salvato da Ranocchia sulla linea mi ha mandato su tutte le furie». Due gol da incorniciare, Fabio
Quagliarella finora ne aveva realizzati solo tre e tutti davanti al pubblico di casa. Con
Denis prima punta sembra essere più a suo agio. «
Denis è in un momento di forma straordinaria, è un professionista serio. Mi trovo bene».
Il gol della vittoria nasce da un passaggio in profondità di
Lavezzi, un assist perfetto a riprova di un'intesa che può e deve esserci tra i due. «Lo ripetevo in continuazione al Pocho - aggiunge
Quagliarella - passami la palla in profondità, mica posso sbagliare sempre. Prima o poi la metto dentro. Per fortuna è andata alla grande. Sono contento per me, ma anche perchè la squadra ha vinto una partita molto sofferta».
Doppietta con dedica. A Lippi? «Ma no. Lippi mi conosce bene, sa come lavoro, l'impegno che ci metto. E'chiaro che spero di esserci in Sudafrica, ma a sta a lui decidere». Fabio
Quagliarella re di
Napoli nel giorno del derby del Sud contro il Bari, il tributo di una città che mai lo aveva scaricato, che lo aveva applaudito anche quando la sua resa in campo era stata mediocre. Mazzarri non è stupito: «Sono state dette tante cose su di lui, sulla mancata intesa con
Lavezzi. Invece era solo un problema di condizione. Sono felice per lui».
Papà Vittoria è al
San Paolo e mentre Fabio dispensa interviste alle radio e alle tv, aspetta nel sottopasso che porta alla sala stampa. Sorride e non fa a tempo a rispondere ad una telefonata che subito ne arriva un'altra. L'orgoglio di padre, gli occhi lucidi e felici: «Ci stanno chiamando tutti, Fabio è un grande ed ha tanti amici». Si s (Quaglia) Napoli. E Fabio ora sorride per davvero. «Ho avuto tante critiche, qualche cattiveria. Ho cercato di mantenere serenità, ho lavorato sodo, sono andato per la mia strada. E sono stato premiato».