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Il direttore sportivo del Napoli, Riccardo Bigon, ha parlato ai microfoni di Radio Marte direttamente da Castel Volturno.
"Nell'ultimo periodo c'è stato un calo fisiologico in seguito alla rimonta dopo tante partite giocate al massimo. Questi due mesi sono stati vissuti con serenità perchè la squadra si è sempre dimostrata all'altezza. Quando le cose non andavano bene, la squadra è sempre stata compatta. C'è stato qualche episodio sfortunato, pali, rigori non dati, poco concreti ma la serenità di lavorare bene ti da la consapevolezza che i risultati prima o poi arrivano".
Europa- "L'importante è restare fino all'ultimo agganciati alla possibilità di fare qualche cosa di importante. Siamo in alto e cercheremo di restarci quanto più possibile. I ragazzi hanno la consapevolezza di essere una squadra capace di mettere in difficoltà chiunque grazie all'attenzione e alla voglia di combattere fino all'ultimo minuto. In questi mesi si è combattuto sempre anche quando le cose non andavano. Ci saremo fino alla fine, anche se si sa che nel calcio le cose possono cambiare facilmente".
Mercato- "Stiamo seguendo la riga tracciata in questi anni, cioè di un club di calcio che si sta affermando. Dobbiamo perseguire obiettivi in linea con la nostra dimensione senza fare il passo più lunga della gamba. La nostra è una rosa che necessita di pochi ritocchi. Il mercato estivo rispetto a quello di gennaio ha anche il fatto che rientrano tutti quelli che sono in prestito. Anche determinate strategie si complicano per la questione numerica. Quello che si farà in entrata è tutto da valutare, stiamo individuando varie ipotesi: l'importante è avere sempre l'occhio su più soluzioni. Ci stiamo muovendo molto: la società è viva, siamo presenti e questa è anche una garanzia per il tifoso. Io preferisco seguire gli italiani, siamo campioni del mondo e sappiamo produrre ottimi giocatori. Nella mia esperienza ho sempre avuto ottimi risultati dai sudamericani perchè sono quelli che si adattano meglio al calcio italiano. Oggi ci sono varie possibilità di arrivare a calciatori sotto contratto che hanno la possibilità di svincolarsi".
Giornata tipo di Bigon- "E' una domanda difficile: non ho una giornata tipo. Nessuna giornata è uguale all'altra: sono spesso in giro ma sono spesso presente anche presso il centro sportivo. La mia idea è che un uomo della società deve condividere tutto con il resto del gruppo. Gesti scaramantici? Non sono una persona scaramantica ma ho un mio gioco personale con le cravatte: ieri ne ho messa una che avevo alla Reggina e mi portò tanta fortuna".
Il primo incontro con De Laurentiis- "E' un personaggio di alto spessore e conoscerlo è stata un'esperienza importante per uno come me che lo vedeva allo stadio o in televisione. E' una persona che vale la pena di conoscere".
Rinnovo Hamsik e Lavezzi- "Sono due operazioni che mi hanno dato soddisfazione soprattutto per quanto riguarda il pocho. Era una situazione complicata anche se ciò che ha facilitato il tutto è stato l'amore che questi due ragazzi hanno per la squadra".
"Passione per il calcio? Basta dire che ho fatto la comunione a Milanello, sono cresciuto nel mondo del calcio grazie a mio padre. Ho imparato delle dinamiche di questo lavoro che adesso vengono naturali. Il campo e lo spogliatoio sono il mio mondo. Pazzini, Borriello o Gilardino? Mi piaccioni tutti e tre: con Borriello ho un rapporto personale. Se dovessi prendere tre giocatori? Messi, Lampard, Samuel. Hoffer? Adesso capisce l'italiano anche se non sa esprimersi ancora bene, è un ragazzo solare, tranquillo, sempre puntuale. Il mio rapporto col cibo? Non sono un grande amante del cibo. Padova o Cittadella? Come squadra sono cresciuto nelle giovanili del Padova".
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