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L'attaccante argentino del Napoli, Ezequiel Lavezzi, ha rilasciato alcune dichiarazioni a "Sky Speciale Calciomercato". Ecco quanto evidenziato da TuttoNapoli.net: "E' stato il mio procuratore a convincermi a partecipare stasera (ride, ndr).
Un servizio curato da Gianluca Di Marzio mostra le immagini di Villa Governador Galvez, del Coronel Aguirre e dell'Ansur, l'associazione benefica per i bambini argentini del Sud fondata dal Pocho circa un mese fa: "E' stata una mia idea. Sentivo l'esigenza di aiutare chi nella vita è stato meno fortunato del sottoscritto. Ho voluto farlo adesso all'apice della mia carriera. Sono stato lì un paio di settimane fa quand'ero infortunato. Ho cercato di spiegare a mio figlio l'importanza del progetto, cercando di fargli capire che esistono bambini meno fortunati".
Infanzia: "Ho sofferto la povertà. Da bambino ho venduto anche le caramelle per racimolare qualche moneta. Il calcio mi ha cambiato la vita. Mi piaceva molto andare a caccia con la fionda".
Esperienza Genoa: "Accettai questa destinazione pieno di entusiasmo. Dissi, però, al mio agente che avrei accettato il Genoa soltanto dopo aver disputato una stagione nella serie A argentina. Così fu. Scelta azzeccata, per fortuna è andata bene: con il San Lorenzo mi sono tolto molte soddisfazioni".
Fermana: "A quindici anni feci un provino, ma non avevo il passaporto".
Squadra del cuore, il Rosario: "Sono molto tifoso delle "Canaglie", purtroppo non sta andando bene in campionato".
Tatuaggi: "Ne ho 21. L'idea di tatuarmi una pistola nacque mentre facevo fisioterapia. Dissi ad un mio compagno di squadra: "Oggi mi tatuo una pistola! Mi diede del matto. Il giorno dopo mi presentai con la pistola nello spogliatoio (ride, ndr)".
Favorita per lo scudetto: "L'Inter. Anche se la Roma sta attraversando un ottimo momento".
Promessa ad un tifoso non mantenuta, doppietta contro la Juventus: "(Ride, ndr). La cosa più importante è la vittoria. Siamo un bel gruppo. Quando ci accompagnano i risultati ci viene tutto più semplice".
Prima punta: "Mi arrivano più palloni. Mi piace questo ruolo, mi trovo bene. Spero di continuare a far gol".
Zebina: "Non so come abbia fatto a non reagire. Al suo posto avrei avuto una reazione spropositata".
Famiglia: "Avevo smarrito la retta via. Per fortuna ho ritrovato il calore della mia compagna e di mio figlio Tomas. Sono le persone più importanti della mia vita".
Chi comanda in casa? "Io. Porto ancora i pantaloni. (Ride, ndr).
Clan argentino nello spogliatoio: "Non è vero. Leggenda metropolitana. Siamo tutti uguali".
Lettera per le promesse non mantenute: "E' acqua passata, le cose adesso con la società vanno a gonfie vele".
Diatriba contrattuale con Marino: "Nessun problema. Lui curava gli interessi della società, Mazzoni (il suo agent, ndr) i miei. Marino ha molti meriti".
Rapporto con il Presidente: "Ci siamo chiariti, rapporto ottimo. Investe tanto e chiede tanto. E' esigente. E' giusto che pretenda risultati".
Contratto: "Ho rifiutato quattro proposte contrattuali prima di firmare. Mancavano alcuni presupposti, adesso ci sono. Sto bene a Napoli, sono felice".
Rapporto con la città: "Ottimo, ma esco poco".
Viene trasmesso un servizio della famiglia di Lavezzi. Parla la mamma: "Da piccolo era molto vivace. Diceva sempre che da grande sarebbe diventato un calciatore. Una volta lo trovai a ridere in cucina come un matto perchè aveva liberato gli uccellini per tutta la casa". Parla poi il fratello Diego commosso: "Sono molto orgoglioso di lui. La prima cosa che ha fatto quando si è realizzato con il calcio è stata aiutare nostra madre economicamente. Questo non ha prezzo".
Dopo la toccante testimonianza dei familiari, Lavezzi visibilmente emozionato commenta: "Sono orgoglioso della mia famiglia".
Soprannome Pocho: "Era il nome del mio cagnolino, Pocholo. Nel mio quartiere tutti mi chiamavano così. Mia mamma mi affibbiò questo soprannome perchè ero un bambino un pò irrequieto, correvo come un matto per casa".
Sogno :"Vestire la maglia della nazionale e diventare un calciatore professionista. Non pensavo che questo sogno sarebbe diventato realtà, non lo immaginavo nemmeno".
Maradona: "L'idolo di tutti gli argentini. L'ho sentito qualche settimana fa quando andai in Argentina per curarmi dall'infortunio. Il mio idolo calcistico, però, rimane Claudio Caniggia".
Convocazione: "Sarà dura, ma ci proverò. Dovrò fare bene con il Napoli"
Ci sono sette attaccanti per sei posti. Chi eliminare? "Se qualcuno mi assicurasse che l'Argentina vincesse i Mondiali sarei disposto a non essere convocato"
Pegno in caso di Champions: "Non voglio sbilanciarmi, non voglio fare promesse che poi non so se posso mantenere"
Spogliarello? "No, assolutamente no. Al massimo diventerò per una settimana la moglie di Rinaudo, (ride ndr)".
Napoli a vita? "Questo non lo so. Vivo giorno per giorno. Queste sono cose che segue il mio agente. Ribadisco il concetto: sto bene qui".
Siparietto finale proprio con Leandro Rinaudo che interviene in diretta telefonicamente: "Guardavo la trasmissione, mia moglie è sotto choc(ride, ndr). Ora mi toccherà dirle tutta la verità. Ci amiamo molto, è una relazione solida. Scherzo. C'è un bel rapporto tra di noi. Sono contento di averlo conosciuto. Magari se andiamo in Champions mette la parrucca, per la felicità di tutti(ride, ndr)".
Tuttonapoli
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