Quagliarella: 'Farò altri gol pazzi. Amo Napoli e la amerò per sempre' PDF Stampa E-mail
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News Napoli
Scritto da sasaform   
Lunedì 09 Agosto 2010 15:13
Carrozza numero 4, posto 81. È ricominciato da un viaggio in treno il viaggio di Quagliarella verso la Nazionale. L’aveva lasciata il 25 giugno all’aeroporto di Fiumicino, unico azzurro ad essere accolto con gli applausi da tifosi infuriati per l’eliminazione dai Mondiali. Gli italiani erano rimasti particolarmente colpiti dalla grinta, dalla classe e dalle lacrime dell’attaccante del Napoli, l’ultimo a mollare nella partita contro la Slovacchia. Quei tifosi li ha ritrovati ieri sul Frecciarossa diretto a Firenze, dove s’è radunata l’Italia di Prandelli. Primi applausi e primi cori nella stazione di Napoli, dove Quagliarella è arrivato accompagnato dal padre Vittorio. Poi la processione di tifosi nella carrozza numero 4. Tra autografi e foto, anche tante domande. I gol «Sei stato grande ai Mondiali e sarai punto di forza anche nella nuova Nazionale» lo ha subito incitato un ragazzo. Quagliarella, in short e polo nera, ha sorriso: «Avrei preferito non giocare bene e qualificarmi». Lui era quasi riuscito a riaprire il match contro la Slovacchia di Hamsik con quel gol capolavoro. «Sei un pazzo quando fai certe cose, ma come ti riescono?», una ragazza insiste con le domande e le foto. «Quando tiro da lontano, la porta non mi sembra così distante. Dopo, magari, penso: ma davvero era laggiù? Quei gol, da pazzo come dici tu, mi trasmettono le sensazioni più belle. Se non li faccio non mi diverto. Ancora penso a quel tiro da centrocampo al San Paolo contro il Livorno un anno fa, peccato...». La concorrenza. Sulle poltrone ci sono i quotidiani. Titoli su Amauri, Balotelli, Cassano e Rossi. «Ma tu sei più forte di tutti», ecco un tifoso della curva A diretto a Ravenna per l’amichevole. Sospiro di Quagliarella: «Sono abituato a lottare per un posto e poi io posso giocare in più ruoli». Domani l’Italia si esibisce contro la Costa d’Avorio all’Upton Park di Londra, lo stadio del West Ham, dove un anno fa Quagliarella segnò uno strepitoso gol di testa. «Magari ne faccio un altro. E poi torno di corsa a Napoli, per prepararmi al triangolare di Palermo». La forza. «Hai visto quel manifesto davanti allo Sferisterio? Fabio, noi tifosi ti vogliamo bene», la carezza di un signore di mezza età. «L’ho visto: bellissimo. E bellissima è stata anche l’accoglienza al San Paolo per la partita con il Wolfsburg. Io ho dimostrato con i fatti quanto amo la maglia del Napoli e quanto continuerò ad amarla». Un’altra domanda: «Quanti gol fai quest’anno?». Quagliarella ha risposto con una riflessione: «La squadra è forte. È rimasta quella di un anno fa, arrivata sesta, e in più c’è Cavani. E c’è Dossena, che adesso va come un treno sulla fascia. Ho giocato con lui a Udine, è un esterno di valore perché fa le cose con semplicità e conosce i tempi delle giocate. E poi a destra ci sono Maggio e Zuniga». Si comincia a sognare a 10 giorni dalla partita con l’Elfsborg. «Ma sono forti ’sti svedesi?». L’ultima risposta di Quagliarella ai tifosi compagni di viaggio prima di scendere a Santa Maria Novella: «Li studieremo e ci prepareremo bene. Non mi preoccupa l’erba sintetica del loro stadio: due anni fa a Mosca, su un campo così, feci una doppietta allo Spartak».

Il Mattino
 

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