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Il presidente Aurelio De Laurentiis ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la conferenza stampa di presentazione di Miguel Angel Britos. Queste le sue parole: "Ringrazio la stampa per gli articoli di oggi, ma devo bacchettare alcuni giornali per le cifre inesatte relative al contratto di Inler. Che parte da un fisso di un milione e quattrocento mila euro più i bonus previsti per il raggiungimento di traguardi come i quarti, le semifinali e la finale di Champions. Anche se trovo estremamente riduttivo parlare di soldi: qui c'è Britos, a me interessa di lui il suo modo di rapportarsi alla squadra, il suo piede sinistro, non certo quanto guadagna. Vorrei che ci fosse una linea editoriale che mettesse un attimo da parte la faccenda economica. Altrimenti facciamo dei comunicati senza cuore per far sapere le cose. Questo è un codice cavalleresco dovuto da tutti quelli che vogliono interessarsi al Napoli. Ieri per mantenere un pò di riservatezza ce n'è voluto. E mi è dispiaciuto che l'accordo con Msc sia passato in secondo piano. Queste cose non le posso più fare, perchè i media devono supportare lo sponsor che aiuta il Napoli. E invece non lo fanno. Ne prendo atto e volto pagina. Di sera poi sono arrivato a Castel Volturno, dove tra l'altro sono in corso degli importanti lavori, e ho incontrato Bagni. Poi è arrivato Britos che è stato con i medici per due ore, mentre io firmavo i contratti: sono uscito da Castel Volturno all'1.30. E vorrei chiarire ancora una volta che questa storia dei diritti d'immagine mi ha stancato. Ho letto tutte cose inesatte anche su quelli relativi ad Inler, per il quale tra l'altro non esiste alcuna clausola rescissoria. Così come non c'è con Cavani, mentre esiste con Lavezzi. Francamente non capisco quest'acredine nei confronti del Napoli. Io giudico i fatti, vedo, capisco, leggo tutto molto attentamente. L'anno scorso lavoravamo per il quinto posto. Poi per la bravura di Mazzarri e per l'imprecisione delle concorrenti abbiamo fatto addirittura meglio. Ora stiamo affinando le armi nel nostro processo di crescita, per andare all'arrembaggio, che sia comunque assennato. Non esiste più il discorso di primo e secondo quinquennio, c'è un calcio che sta cambiando e noi non possiamo lasciare sulle poltrone i cosiddetti poltronisti che poi non fanno niente. Chi vuole stare in poltrona deve fare qualcosa, non può di certo riposarsi. A me quando dicevano: "questo non si può fare" rispondevo: "perchè? per quale motivo?" e la risposta non c'era mai. Nel calcio mi sono ritrovato come a scuola, dove c'è qualcuno che mi dice cosa fare e cosa non fare. E quando chiedo spiegazioni mi si risponde in maniera stupidamente esaustiva: "è così". E io mi incazzo. Qualche testa in futuro cascherà: o uccidono me o io cambierò qualcosa. Non è una minaccia, è la realtà. La Lega ha discusso di sei mesi su come dividere 200 milioni, senza pensare a come migliorare il nostro calcio e a recuperare quel quarto posto che ci è stato scippato dalla Germania. E a mangiare cose improbabili che fanno solo male. Noi dobbiamo capire vermanete cosa dobbiamo fare da grandi: innanzitutto portare il calcio femminile professionista. Io voglio fare un'appendice della Lega con dodici squadre femminili, non di più. Quando ho detto questa cosa Tavecchio mi ha abbracciato, poi però mi hanno fermato subito. Immaginate un Napoli femminile che giochi una Champions? Un San Paolo gremito di donne, che poi potrebbero venire anche a vedere il Napoli maschile. Nei prossimi giorni presenterò altri giocatori, potrebbe esserci anche Santana. Per Gargano abbiamo alcune offerte, valuteremo il da farsi. Lucarelli? E' una persona splendida e un gran paraculo (lo dice in senso affettuoso ndr), ma per lui ci potrebbe essere un ruolo in società, non so fino a che punto possa essere ancora un rinforzo in campo. Così come Grava: ha iniziato con noi e continuerà con noi anche quando concluderà la carriera da calciatore. Ci sono persone che conoscono la cultura del lavoro e della sofferenza, Lucarelli e Grava sono tra questi. Ho offerto al Manchester United un milione di euro per venire a giocare un'amichevole a Napoli, sono in attesa di una risposta. Il mio obiettivo è quello di portare il Napoli a essere stabilmente tra le grandi squadre, non quelle italiani, ma quelle internazionali. C'è molto da lavorare, io non faccio la lotta al Milan, all'Inter, alla Juve: quel Napoli non c'è più, è stato cancellato. Si è creato un nuovo Napoli, giovane e con il quale bisogna avere pazienza: siamo già al novantaquattresimo posto nel mondo".
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