 Hugo Armando Campagnaro, nasce a Cordoba, splendida città a circa 700 km da Buenos Aires il 27 Giugno del 1980 e a 18 anni si trasferisce nella capitale, a Moròn precisamente, una delle principali città della Gran Buenos Aires perché è stato notato dal Deportivo Moròn. Il Deportivo Moròn è una "squadra yo-yo" che alberga nel limbo tra seconda e terza divisione argentina che ha visto in Campagnaro un talento che manca agli altri giocatori e vogliono assolutamente portare l'attaccante in prima squadra. È proprio questo il ruolo in cui nasce "Il Toro" Campagnaro, prima punta forte fisicamente ma preparata atleticamente. Rimane per quattro stagioni in Argentina, le prime due in seconda divisione, le ultime addirittura in terza divisione. Tutte le stagioni hanno però un filo conduttore comune: buone prestazioni ma scarsa vena realizzativa tant'è che segna appena 6 goal in oltre 100 presenza con i galletti biancorossi. Al Moròn lascia comunque uno splendido ricordo per il professionista che è, difatti nella home page del sito internet c'è la sua foto con la divisa della squadra.
L'approdo in Italia: Piacenza e Sampdoria
Nonostante fosse in Serie C argentina una squadra italiana lo nota e lo porta nel Bel Paese. È il Piacenza che ha tanta voglia di investire, l'anno prima arrivarono Matuzalem ed Amauri, nel 2002 Maresca dalla Juventus ma anche Campagnaro che a 22 anni approda nel calcio europeo. A Piacenza c'è Andrea Agostinelli chiamato a salvare i papaveri. Il tecnico marchigiano gli cambia ruolo: prima esterno di centrocampo, poi esterno di difesa. L'esordio in Serie A è alla seconda giornata ed è vittorioso: 2-0 all'Udinese. Nonostante il buon avvio Agostinelli non tiene il ritmo, viene esonerato, Cagni lo sostituisce ma è comunque Serie B. Nel frattempo il nostro Hugo Boss si toglie la soddisfazione del primo goal e della prima doppietta in A, tutte e due nella stessa giornata in un Piacenza-Perugia 5-1. Dopo 5 splendidi anni, 138 partite ed 11 goal, Campagnaro torna nella massima serie perché viene acquistato dalla Sampdoria di Garrone. In blucerchiato Campagnaro passa 2 stagioni con alti e bassi: la prima è ottima, nella prima diventa l'idolo dei tifosi genovesi grazie ad una serie di prestazioni sopra le righe. I problemi nascono nell'annata 2008/2009 dove subisce tre infortuni seri a ripetizione e dove si crea la fama di Muscoli di cristallo.
L'arrivo al Napoli e una nuova vita
A Pierpaolo Marino tutto questo non importa e nel luglio del 2009 lo porta in maglia azzurra per 5 milioni più metà del cartellino di Mannini. Il popolo napoletano inizialmente lo vede con sospetto, proprio a causa della sua salute cagionevole, invece Campagnaro riesce a sbalordire tutti con una serie di prestazioni di altissimo livello dove si impone per professionalità e duttilità, (basti pensare che Mazzarri lo fa giocare anche come esterno sinistro in alcune occasioni). È l'anno dei mondiali, Campagnaro ha la doppia nazionalità, argentina ed italiana e grazie al Napoli si candida per un posto in nazionale ma viene ignorato da entrambe. Qui comincia il terribile rapporto tra Campagnaro e i commissari tecnici. L'anno successivo si ripete: da titolare trascina il Napoli al terzo posto in campionato ed in Champions League dopo 21 anni. Alle falde del Vesuvio è rinato, non ha più problemi muscolari, anzi proprio la muscolatura e la freschezza atletica sono il punto di forza del difensore che riesce a coprire in maniera ineccepibile ogni zona del campo.
Quel maledetto 9 Giugno...
A fine campionato Campagnaro torna a casa, nella sua Argentina, attorniato dagli affetti. In Italia giungono video su Youtube dove il beniamino del San Paolo suona la chitarra e canta, ma l'idillio termina in un tragico 9 Giugno, alle 6.15 del mattino. Hugo è purtroppo protagonista di un gravissimo incidente stradale in cui muoiono tre persone, uno dei quali è il suo migliore amico. Il difensore del Napoli ha contusioni per tutto il corpo ma non è in pericolo di vita, i problemi sono altri per lui: viene accusato di omicidio colposo aggravato plurimo. Per rimanere in stato di libertà è costretto a pagare una cauzione di 390mila euro. Dall'Italia giunge il calore dei tifosi che non lo abbandonano, anche la freddezza della stampa specializzata e dei poco informati che spara sentenze o che scrive articoli in cui condanna senza appello il Toro di Cordoba. Ma i tifosi non fanno caso ai beceri senza tatto e vanno per la loro strada, facendo arrivare il calore napoletano fino in Argentina, come solo i napoletani sanno fare. In seguito alle analisi del suo sangue, che dimostrano come il giocatore argentino non fosse ubriaco al momento dell'incidente, l'accusa di omicidio decade. E' un primo raggio di sole per Campagnaro.
2011/2012 la consacrazione definitiva
Hugo torna in Italia, deciso più che mai a riscattare la propria immagine, a dimenticare il tutto e a cominciare una nuova grande stagione. Niente di più salutare, niente di più facile per un calciatore come lui. Preparazione fisica perfetta, due goal nelle prime 5 giornate di campionato.
Il pessimo rapporto con la nazionale
Ovviamente nessuna convocazione. Sabella, ct dell'albiceleste, gli preferisce Fernandez, che è un grande talento ma che fa da sostituto proprio a Campagnaro nel Napoli. Prandelli, poi, convoca Bonucci ed Astori che hanno giocato una sola partita in campionato anziché Campagnaro, senza una motivazione valida dato che proprio lui ha detto di voler far affidamento sugli oriundi. Ai tifosi comunque non importa, rimane un po' di rabbia per la poca considerazione nei giocatori azzurri ma essendo il rischio infortuni dietro l'angolo è meglio così, in fin dei conti. Il Napoli non può permettersi di perdere campioni come Hugo Armando Campagnaro. Fonte:tuttonapoli.net
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