ROMA, 12 gennaio - Da tredici stagioni sulla panchina dell'Arsenal, Wenger è il tecnico che in Europa ha scoperto e valorizzato negli ultimi anni il maggior numero di talenti: da Anelka a Vieira, da Ljungberg ad Ashley Cole, da Edu a Kolo Tourè, da Clichy a Fabregas, da Ebouè a Senderos, da Djourou ad Alladiere, da Flamini a Van Persie, da Diaby a Hleb, da Adebayor a Denilson, da Walcott a Sagna, da Song a Ramsey, da Wilshere a Vela. Il suo è un mercato alternativo e spesso vincente, frutto di intuizioni a basso costo e di una rete di osservatori che opera in tutto il mondo.
IDEE PIU' IMPORTANTI DEI SOLDI - Wenger ha una teoria: le idee contano più del budget. Ha aperto la strada a tanti giocatori di alto livello: la sua specialità è quella di individuare giovani di valore (a volte ancora sconosciuti), di farli maturare e di prepararli per una carriera da protagonisti. L'allenatore dell'Arsenal, rivale della Roma in Champions League, ha il controllo totale del club londinese: lavora sul campo a schemi e moduli, ma ha anche potere assoluto sulla scelta degli acquisti e sui soldi da investire.
EREDE DI ADEBAYOR - Nicklas Bendtner è un'altra creatura di Wenger, che andò a prendere il centravanti in Danimarca nel 2004, quando aveva appena sedici anni e giocava nelle giovanili dell'Fc Copenaghen. L'ha pagato settecentomila euro e oggi vale almeno otto milioni. Nei piani di Wenger potrebbe diventare titolare nella prossima stagione, nel caso in cui in dovesse partire Emmanuel Adebayor, che piace sempre al Barcellona e al Milan.
QUALITA' IMPORTANTI - Bendtner è un attaccante che Wenger ha saputo modellare con sapienza. E' stato sempre forte di testa, anche grazie alla sua statura: un metro e 93. Ma sotto la guida dell'allenatore di Strasburgo ha compiuto progressi enormi. Ha imparato a sfruttare in pieno la sua forza atletica, è diventato bravo nelle sponde, ha acquisito sicurezza e padronanza nel controllo del pallone, fa respirare e salire la squadra nelle fasi critiche. Sabato scorso è entrato durante il secondo tempo e ha regalato la vittoria (1-0) in campionato contro il Bolton. Wenger gli ha insegnato a partecipare in modo assiduo alla manovra. L'ha fatto lavorare sui fondamentali, gli ha fatto provare in allenamento movimenti e situazioni di gioco.
GRANDI MARGINI DI CRESCITA - Bendtner si prepara a festeggiare ventuno anni: è nato a Copenaghen il 16 gennaio del 1988. E' sbarcato a Londra nel 2004 e nella squadra primavera dell'Arsenal faceva coppia in attacco con l'italiano Arturo Lupoli. Wenger ha seguito ogni fase del suo processo di crescita e l'ha premiato la prima volta il 25 ottobre del 2005, convocandolo e schierandolo nella ripresa in Coppa di Lega contro il Sunderland. Nel 2006, alla fine di luglio, Wenger ha deciso di cederlo in prestito al Birmingham, serie B inglese, allenato in quel periodo da Steve Bruce, ex difensore centrale del Manchester United e ora tecnico del Wigan. Quarantadue presenze e undici gol per Bendtner, che è stato uno degli artefici della promozione in Premier League della squadra biancazzurra. Impressionante la sua regolarità: una rete al Colchester, la prima in Inghilterra (era il 5 agosto 2006), un'altra al Crystal Palace, all'Hull City, al Leeds, al Coventry, al Burnley, al Southampton, al Plymouth, ancora al Leeds e al Southampton, fino al gol in trasferta al Wolverhampton.
UOMO GOL - Nel 2007 è tornato a Londra. Wenger gli ha fatto firmare un contratto di cinque anni, fino al 2012. E l'ha utilizzato ventisette volte nello scorso campionato: soltanto in quattro occasioni il danese ha trovato posto nel blocco dei titolari. Positivo il bilancio: cinque gol in Premier League contro il Tottenham, l'Aston Villa, il Liverpool, il Derby County e l'Everton; due gol in Champions League allo Slavia Praga e alla Steaua Bucarest; un gol in Coppa di Lega al Newcastle e un altro gol in Coppa d'Inghilterra al Burnley.
TITOLARE IN NAZIONALE - Bendtner si è conquistato spazio anche nella nazionale danese, guidata dal commissario tecnico Morten Olsen. Lo scorso 10 settembre ha segnato un gol in trasferta contro il Portogallo (3-2), gara valevole per le qualificazioni al Mondiale del 2010. Wenger sta continuando a utilizzarlo a partita iniziata, senza sovraccaricarlo di responsabilità: in campionato, finora, l'ha schierato in quattordici partite. Bendtner ha realizzato due reti, entrambe al Bolton (una nella gara d'andata e l'altra nella sfida di ritorno). Soltanto tre volte ha cominciato una partita dall'inizio. Si è fatto apprezzare, comunque, anche in Champions League: ha segnato un gol nel preliminare di ritorno contro il Twente (4-0) e ha firmato il successo (1-0) sulla Dinamo Kiev. Il 23 settembre, in Coppa di Lega, ha anche realizzato la sua prima doppietta da quando gioca in Inghilterra: due reti allo Sheffield United (6-0). Tratto da:corrieredellosport.it
|