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RISPETTO PER ROBERTO
Non mi è ancora passata la rabbia per la sconfitta di ieri. Per l'ennesima volta si sono palesati i limiti, i troppi limiti di questa squadra. Senza mordente, senza orgoglio, senza un minimo di amor proprio, e senza un pizzico di rispetto verso quello che è stato il suo allenatore per meno di 7 mesi. Ma è proprio del rispetto verso Roberto Donadoni il vero nocciolo della questione. Un allenatore che l'anno scorso ha avuto fin troppa comprensione, fin troppi alibi: "non è colpa sua", "la rosa è questa, non l'ha scelta lui" ecc ecc. Donadoni ha avuto le palle di accettare un progetto bello quanto rischioso, anzi per lui doppiamente rischioso, visto che dopo quest'esonero ha perso quell'etichetta di allenatore di 'primo livello' forse un pò troppo presto affibiatagli, ma che comunque portava con sè. Quest'anno la situazione è stata diammetralmente opposta. Donadoni è stato trattato come l'ultimo pivello arrivato a Napoli, costretto a subire le angherie di Marino nel mercato estivo e le lezioni di calcio di Aurelio De Laurentiis, dal terzino sinistro al frettoloso sfogo nell'intervallo di Napoli-Siena. Dall'alto della sua esperienza come uomo di calcio, 30 anni tra campo e panchina dove ha vinto praticamente tutto, ha chiesto 2 innesti mai arrivati. E' dovuto scendere a compromessi per un modulo, il 3-5-2, che avrebbe "salvato" le stronzate commesse nelle ultime due campagne acqusiti da Marino. Nel corso di questo scorcio di stagione Donadoni si è macchiato di colpe, non si può nasconderlo, ma ha dovuto accettare comportamenti ai limiti del grottesco da parte della società. Ultimo l'aut-aut di De Laurentiis all'alba di Napoli-Siena, dove l'allenatore è stato condannato ad un patibolo perenne: avesse vinto o pareggiato a Roma, la sorte di Donadoni si sarebbe decisa partita dopo partita, creando un clima impossibile da vivere. Da parte mia va tutto il rispetto per quest'uomo che almeno c'ha sempre messo la faccia. Ieri tra le tante "accuse" mosse all'ex ct della nazionale, una mi ha colpito più di tutte: "Ha fatto un pò troppa pulizia nello spogliatoio, mandando via uomini 'storici', compreso qualche massaggiatore", questa stronzata è firmata Giovanni Galli, l'eterno sconfitto di quel Milan che stravinceva, ma che a lui diede uno spazio non così grande, e che si è riciclato politico (perdendo anche lì). Se il gioco del massacro è concesso con Pierpaolo Marino, non può essere fatto anche con Donadoni. RISPETTIAMOLO!
THERN
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