FABIO "MICIO" GATTI PDF Stampa E-mail
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Lo zoom di NoiTifiamoNapoli
Scritto da thern   
Martedì 15 Febbraio 2011 17:17

Una vita da mediano, cantava Luciano Ligabue, omaggiando Lele Oriali. Una vita da mediano, quella di Fabio Gatti, guance rosse, ironia facile e poche soddisfazioni, altro che Oriali.
Parte da predestinato: debutta in A, a diciannove, in un Perugia-Brescia del 2001, dove annulla Sua Maestà Roberto Baggio che, si dice, a fine partita gli chiese quanti anni avesse. Tanti gli aggettivi sprecati per descrivere questo ragazzino esile e orgoglioso che, perugino purosangue, aveva attrversato di corsa la trafila giovanile della società di Gaucci per esordire, e fare benissimo, in quel Perugia dei miracoli guidato da Serse Cosmi e che aveva in campo gente del calibro di Materazzi, Liverani, Vryzas, Baiocco.
L'anno dopo, nel 2002, Fabio gioca l'Europeo Under 21 con la Nazionale, nella quale, insieme a Paolo Cannavaro e Andrea Pirlo, è uno dei leader indiscussi.
Sembra che la favola del nuovo Oriali, in salsa perugina, stia per decollare, ma proprio sul più bello la carriera di "Micio" ha una brusca frenata. La "giostra" di Gaucci lo fa scendere in Cadetteria, precisamente a Catania, dove la vulcanicità dell'Etna si somma a quella, paradossalmente più distruttiva, di Gaucci che fa fuori una manciata di allenatori (tra cui John Toshack ed Edy Reja) costringendo il Catania a lottare per non retrocedere (e gli etnei riusciranno a non cadere in C solo nelle aulee dei tribunali sportivi e non).
Dopo l'incubo di Catania, Fabio torna in un Perugia lanciato verso la qualificazione Uefa, tramite l'Intertoto: segna addirittura un goal contro i finlandesi dell'Allianssi, ma la cavalcata europea del Perugia finisce ad Eindhoven, in casa del più quotato Psv. Purtoppo per "Micio" la sciagurata stagione dei grifoni registrerà anche di peggio: crollati in campionato, gli umbri perderanno lo spareggio salvezza contro la Fiorentina e retrocederanno in B.
La carriera di Gatti sembra finalmente arrivata ad una svolta quando, nel settembre 2004, si accasa al Napoli (all'epoca Napoli Soccer). L'acquisto dell'ex mediano del Perugia è accolta con tantissimo entusiasmo dall'ambiente partenopeo e Gatti non fa nulla per nascondere la sua soddisfazione di essere sbarcato all'ombra del Vesuvio, anche se in serie C.
Ventura lo schiera come perno centrale del suo centrocampo a cinque, dando a Gatti il compito di impostare la manovra azzurra. Il debutto in campionato col Cittadella, nonostante il pareggio, è incoraggiante: soprattutto nei primi 45' Fabio è il direttore d'orchestra di una squadra che vuole lasciare al più presto i campetti di periferia. L'entusiasmo, senza una dovuta preparazione fisica, serve a poco, e anche l'ex catanese, come molti suoi compagni comincia ad accusare tanta fatica. Il compito di regista non gli si addice troppo e molti sono gli svarioni che il pur volenteroso Gatti commette al centro del campo: i gol del Chieti (che passa per 1-2 al San Paolo) e quello della Sambenedettese (staffilata di Bogliacino) nascono da suoi errori grossolani, che mettono seriamente a repentaglio il suo posto tra gli undici titolari. Tant'è che a gennaio, dopo l'arrivo di Fontana e Consonni, e la presenza in campo di Montervino e Montesanto, l'umbro finisce ai margini della rosa fino a fine stagione.
La stagione successiva, "Micio" è deciso a riportare il Napoli in B e a riscattarsi dopo l'opaca stagione precedente, ma i soliti problemi di abbondanza lo spingono ad accettare il prestito a Cremona, nel mercato invernale.
L'esperienza partenopea del mediano umbro sembra essersi conclusa: torna a Napoli, in B, per fine prestito, ma non viene mai schierato se non in Coppa Italia. La svolta arriva in un Napoli-Brescia finito 3-1 per gli azzurri (nel quale va in goal, per le rondinelle, il futuro napoletano Marek Hamsik), quando, a sorpresa, Reja lo schiera nell'undici titolare: Gatti si rende protagonista di una partita fantastica, tanto da far sghignazzare De Laurentiis: "Hamsik? Con un Gatti così non ci serve nessuno...".
Da quella serata in poi, Gatti diventa un titolare inamovibile e dà una grossissima mano agli azzurri per tornare, finalmente, in A. Dopo la splendida promozione le strade del Napoli e di Gatti si dividono. Nel gennaio 2008, l'ex numero 5 azzurro passa al Modena, dove non riesce a dare il contributo sperato. Nel giugno 2008 torna a Perugia, nella nuova società post-fallimento, sperando di ripetere il miracolo Napoli. Al "Curi" gli riesce solo segnare il suo primo goal tra i professionisti (oltre a quello in Europa), ma il Perugia resta mestamente in C. Col fallimento del "nuovo" Perugia, passa al Vicenza dove quasi non lascia traccia (un goal in undici partite). La scorsa estate si era parlato di un suo possibile trasferimento a Verbania (in Eccellenza), ma nel mercato di gennaio ha firmato per la Paganese, con la quale, però, non ha ancora debuttato.
Oltre alle buone prestazioni, soprattutto in B, di Gatti restano le bellissime parole che, spesso, spende per la sua ex società e per i suoi ex tifosi: "A Napoli sono stato benissimo. Giocare qui, far parte di questo progetto è stato fantastico, anche se in serie C. Porterò sempre con me il ricordo del San Paolo pieno. Il presidente ha investito tanto ed ha ottenuto risultati importantissimi. Ci sono altre squadre blasonate che annaspano in C da anni. Ricordo ancora i primi giorni in cui non avevamo niente, sono molto felice che il Napoli sia tornato grande".
"Anni di fatica e botte...e vinci casomai i Mondiali", caro Fabio, forse i Mondiali non li vincerai mai, ma tutti noi speriamo che dopo le fatiche e le botte ti arrivi una soddisfazione personale degna del tuo valore calcistico.
Ultimo aggiornamento ( Martedì 15 Febbraio 2011 18:11 )
 

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