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Lo zoom di NoiTifiamoNapoli
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Scritto da thern
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Lunedì 11 Luglio 2011 17:26 |
La gazzella è diventata leone. No, non siamo impazziti. Siamo ancora un sito che parla di calcio e del Calcio Napoli, non abbiamo cambiato la nostra mission dedicandoci alla fauna africana. Al Porto di Napoli, però, è successa una cosa strana: oggi, in un nanosecondo, una delle gazzelle più veloci e più rincorse da tanti leoni affamati e bramosi di gustare le sue carni, è diventata essa stessa un leone. Un leone strano, bardato di azzurro, ma soprattutto con un numero, l'ottantotto, tatuato sulla schiena. Caso più unico che raro nella storia degli animali terrestri, figurarsi in quella del calcio italiano. Certo che questa ex gazzella ha una storia davvero strana! Innanzitutto non è africana, ma viene dalla Svizzera, habitat non troppo naturale per un animale del genere, anche se il veloce quadrupede è originario dell'Anatolia. Ma non solo: la simpatica creatura ha vissuto per anni in uno dei posti che meno si addicono ad un animale che ama scorazzare nelle vaste praterie africane, ovvero la fredda e grigia Udine. Per ben quattro anni, la gazzella svizzera ha vissuto l'esilio friulano, un esilio fatto colmo di sostanza e qualità, condito anche da qualche gol. Pian piano si è fatta spazio riuscendo ad assumere il controllo di una prateria limitata da un cerchio del quale, atteggiandosi da leone, è riuscita a diventare la padrona assoluta. Certo comandare quel pezzo di terra dalla forma circolare ad Udine non è come comandarlo a Milano, a Torino o a Napoli, ma la gazzella di origine turca è riuscita a farsi valere e a mettersi in mostra, facendo venire l'acquolina in bocca a tanti leoni che l'ammiravano in tv. Giusto un anno fa, se non anche di più, l'animale sopracitato ha stimolato la fame di Aurelio De Laurentiis, che di leonino ha sicuramente la chioma, che ha cominciato ad inseguirla, seppur da lontano. Un giornale rosa, durante una notte di fine estate, aveva parlato di "inseguimento concluso", ma si sbagliava. La distanza tra la gazzella ed il leone non si era ancora assottigliata, anzi, era ancora lunga e molto tortuosa, soprattutto per il leone. Quando sembrava che gli appetiti del carnivoro più feroce della foresta si fosse diretto verso altre prede, ecco che, in una notte di metà aprile, la gazzella stordisce la squadra del leone con una segnatura dai venticinque metri, spegnendo i sogni di gloria del leone stesso e di tutti gli abitanti della foresta partenopea, ma strizzando l'occhio in un modo non propriamente velato al suo antico estimatore. Fu così che la corsa è ricominciata, ma il vecchio leone amante del cinema, si è visto affiancato e superato temporaneamente da tanti altri colleghi ed ostacolato da qualche iena, quelle, purtroppo, non mancano mai. Tra maggio e giugno la corsa è diventata sempre più difficile, tant'è che sembrava finita per Aurelio il carnivoro appannaggio di altri leoni che hanno più dimestichezza con i multijet che con la pellicola cinematografica. Ma proprio come in un film dal finale scontato, ecco che l'antico amante della gazzella, alle idi di luglio, ha la meglio su tutti: giornali di tutti i colori, leoni con motore diesel e tutti gli altri protagonisti della corsa alzano bandiera bianca.. Il leone Aurelio può, finalmente, agguantare la preda rincorsa da un anno. Ma non la mangia, attenzione. Per la prima volta un leone dà ad una gazzella la possibilità di diventare anch'essa un leone. E gli dona il regno della foresta azzurra, quella a forma di cerchio, più grande, più rigogliosa di quella sulla quale regnava ad Udine. Lunga vita al nuovo Re! Benvenuto Gokhan Inler!
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