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12 centimetri. Questa è l'ampiezza di ciascuno dei tre legni che delimitano i confini di una porta di calcio. Maledetti 12 centimetri. Che saranno anche un'inerzia, ma se li moltiplichiamo per sette iniziano a diventare tanti. E nessuno vorrebbe che restino questi centimetri a separarci, al momento di tirare le somme, dalla Champions League. Già, perchè tralasciando l'evidenza che alla Juve si concedono rigori inventatissimi (se nonno Del Piero cadesse a centrocampo, rotolando fino all'area di rigore, l'arbitro potrebbe essere tratto in inganno e fischiare un rigore....ma in buona fede eh!) e che le altre squadre fanno tre tiri in porta facendo quattro gol (vedi la Roma contro il Palermo), il Napoli sta comunque lottando alla pari con tutti. E ieri anche l'Inter ne ha fatto le spese. Una Inter che con gente del calibro di Eto'o, Sneijder, Milito, Pandev, Maicon e chi più ne ha, più ne metta, si è resa veramente pericolosa solo in due occasioni. Il Napoli, dal canto suo, a parte i clamorosi errori in serie di Denis a tu per tu con il portiere, o, come ieri, a tu per tu con la porta spalancata, sta cogliendo una quantità di legni che lascia aperti i dubbi circa l'esistenza di entità divine. Già perchè se non è sfortuna questa, calcisticamente parlando, s'intende, allora non so dire quale possa essere una squadra sfortunata. Impietoso il debito della Dea Bendata nei confronti del Napoli: nelle ultime 3 gare, che hanno fruttato in totale 2 miseri punti, il Napoli ha collezionato ben 7 legni. Contro il Genoa, il match si apre con un clamoroso auto-palo di Dainelli, poi un bolide di Cannavaro si spegne sulla traversa. Una settimana dopo, tralasciando gli errori di Damato, assistiamo alla traversa di Quagliarella, seguita dall'espulsione di Maggio; al palo di Pazienza, seguito dal raddoppio di Di Natale; sul finire della gara c'è anche tempo per un altro legno colpito da Quagliarella. E vabbè, andrà meglio la prossima volta, si pensava. Ieri al cospetto della grande Inter, dopo 5 minuti, Hamsik prova a sfidare la sorte ma nulla, traversa. Il palo di Muntari fa quasi presagire che qualcosa sta cambiando, presagio che dura meno di mezz'ora perchè nel secondo tempo una staffilata di Quagliarella da fuori area si spegne, manco a dirlo, sul palo. Legni ancor più pesanti e sonori se poi sulle ribattute vengono espulsi ingiustamente i nostri calciatori o si falliscono clamorose occasioni da gol.
Che dire...questione di centimetri...
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